P2P: l’Isola di Man “legalizza” gli scambi di file musicali
Scritto il 26 gen 2009 da HoldMe // News, Tecnologia & Web.
E’ una della sei nazioni celtiche. Qui si sono formati i Bee Gees ed è nato Rick Wakeman.
D’ora in poi l’Isola di Man sarà ricordata anche per altro: il ministro dell’economia Ron Berry ha annunciato che si sta procedendo all’analisi di fattibilità di una licenza globale (blanket license) che dia la possibilità agli utenti di scaricare via P2P tutti i brani che desiderino, semplicemente pagando un forfait.
Questa tassa renderebbe “legali” gli scambi di file musicali e dunque gli occhi delle major sono puntate su questo piccolo “paradiso fiscale”, il quale dipende dalla Corona britannica, ma non fa parte politicamente nè del Regno Unito nè nell’Unione Europea. Tale soluzione risolverebbe i problemi geografici: l’Isola di Man è sperduta nel Mar d’Irlanda e il download eliminerebbe i costi di trasporto per i suoi 80.000 abitanti.
La tassa dovrebbe essere annuale, sul modello delle pay tv, e Ron Berry ha affermato di voler intavolare le trattative con le major: “Non staremmo facendo ciò se non pensassimo d’avere del supporto da parte dell’industria discografica. E finora abbiamo avuto ottimi aiuti”. Tuttavia Geoff Taylor, Ceo della British Phonographic Industry, ha espresso il suo parere negativo circa tale tassa governativa.
Secondo quanto afferma Gerd Leonhard, autore e divulgatore di nuovi media: “Se potessimo avere una licenza in grado di far pagare a chi si connette a Internet un solo euro al mese per poter scaricare liberamente la musica, l’industria potrebbe guadagnare 500 milioni di euro al mese, circa 26 miliardi di euro l’anno”.
Uno studio di Cisco Systems ha dimostrato che il peer to peer costituisce circa il 50% del traffico internet mondiale: confrontando questo dato con il risultato dello studio della International Federation of Phonographic Industry, dal quale risulta che il 95% dei brani scaricati da Internet è illegale, si può facilmente dedurre che gli unici a guadagnare dal file sharing sono le compagnie telefoniche che forniscono la banda larga.
Feagarl Sharkey, amministratore delegato di UkMusic, l’associazione dei discografici, artisti e produttori inglesi, ha dichiarato: “Il file sharing on line va trasformato in un opportunità, in una fonte di ricavi”.
Sarà questo il futuro della distribuzione musicale?








































Andreabont
gen 26, 2009, 18:03“Il file sharing on line va trasformato in un opportunità, in una fonte di ricavi”
Ottime parole, spero che arrivino alle orecchie di Sarkozy, anke se dubito che le senta, troppo occupato a dare retta a Carla Bruni….