
Il 3 settembre è stata inaugurata la Festa Democratica di Milano: a prescindere dal dibattito politico, è stata un’occasione di grande musica per la scena punk e ska italiana. Organizzato dalla Canapa Eventi, si è tenuto l’attesissimo Bring The Fire 2009 – con la defezione di un gruppo previsto sul palco – al PalaSharp, di cui avevamo già parlato in precedenza.
Il festival è cominciato in orario: apertura dei cancelli per le 17:30 e inizio dei gruppi alle 18:30 (tanto che abbiamo tardato noi, ndFM); dopo la dei Vallanzaska, sono arrivate le Pornoriviste e nonostante l’anticipazione del loro concerto – nonché la scarsa presenza di pubblico, probabilmente per la stessa ragione – l’atmosfera già calda per la temperatura torrida si è subito animata.
Degna di nota la presenza degli “aficionado” varesini e varesotti, che seguono la band di Valle Olona in ogni suo spostamento: già dal parcheggio di Lampugnano i volti noti della provincia lombarda erano tantissimi. Superlativa l’esecuzione del quartetto, con un particolare plauso a chitarre (Tommi e Dani) e basso (Marco) quando hanno continuato a suonare supini nel corso di una particolare coreografia.
È stato impossibile trattenersi sulle note di Non Lo Sai (C.N.C.C.): l’uditorio si è scatenato, cantando a squarciagola il pezzo più caratteristico e popolare del gruppo — quasi un “manifesto”. Particolarmente apprezzabile la citazione audio di un dialogo fra Alexander De Large e P.R. Deltoid da A Clockwork Orange in chiusura.
Il tempo a disposizione di ogni band era piuttosto limitato ed è stato facile perdere qualche performance: al rientro, dopo una lunga pausa, erano già in scena i Vice Squad — paradossalmente, il gruppo più longevo ed esperto, nonché quello meno seguito/apprezzato dal pubblico del palazzetto. Il gruppo britannico – sostenuto dal carisma di Beki (voce, unica donna esibitasi al festival) – ha eseguito alcune hit, discretamente conosciute, ma l’attesa era tutta per il main event dei Punkreas.
Tanto che, uscendo dalla toilette, mi sono ritrovato in un bagno desertico perché all’annuncio: «Muovetevi, che stanno cominciando!», pronunciato da una ragazza (infiltratasi in quello degli uomini, per l’occasione) sono corsi tutti sulla pista adiacente al palco — su cui un tempo si trova il parquet dove giocava l’Olimpia.
Sarebbe ridondante soffermarsi sull’esecuzione dei Punkreas in sé, che non è stata molto diversa da quella già descritta in occasione del concerto di Sesto San Giovanni (MI): sulle note di Mondo Proibito, il consueto manipolo di fanciulle – richiamato dalla band – ha fatto irruzione sul palco, “colorando” un testo già suggestivo. L’impressione, comunque, è che il tempo a disposizione del gruppo fosse davvero agli sgoccioli: già abituati ad apparizioni piuttosto brevi, hanno dovuto ridurre ulteriormente il repertorio per agevolare l’uscita dei presenti.
Pregevole al solito la presenza vigile, ma discreta della sicurezza: poche le “escursioni” non autorizzate sul palco, un solo tentativo di eludere l’ingresso per evitare il costo del biglietto (di soli 13€, in ogni caso). Molto preparati i tecnici delle luci, abbastanza sorpresi di essere ritratti in qualche scatto che ho “rubato” per l’occasione. A proposito di questo, trovate un reportage del festival su Flickr.