Up & Down delle etichette discografiche

No Comment // Scritto il 29 mag 2009 da HoldMe // News, Persone

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Il mondo dell’industria discografica vede spesso la nascita di nuove label, ma altrettanto frequentemente purtroppo alcune di loro vanno a morire se non riescono a stare dietro al sempre mutevole mercato della musica, soprattutto in questi ultimi tempi di rivoluzione per le modalità di acquisto e fruizione.

E così, in questa cornice troviamo il cantante dei Judas Priest, Rob Halford, che  ha appena fondato un’etichetta discografica che si occuperà di rock e metal: la “Metal God Entertainment“. Il frontman ha dichiarato:

Era un mio grande desiderio essere co-proprietario e fondatore di un’etichetta che ha come obiettivo il supporto della comunità rock e metal. L’infrastruttura che abbiamo creato alla Metal God Entertainment ora permette a me e altri artisti di trarne beneficio tramite la distribuzione sia fisica che digitale, la promozione, il marketing, la produzione di abbigliamento e i molti altri servizio offerti dalla Metal God Records.

Di contro, una brutta notizia arriva dalla Germania. La storica etichetta SPV, ovvero Schallplatten Produktion und Vertrieb, fondata nel 1984, ha appena dichiarato lo stato di insolvenza, dando così il via alle procedure per entrare in stato di amministrazione controllata. Sebbene tale situazione non sia ancora sinonimo di bancarotta e chiusura, la situazione è comunque critica e occorrono molti sforzi per uscirne. I proprietari dell’etichetta, che nel corso della sua storia ha pubblicato i dischi di gruppi come Type 0 Negative, Helloween, Gamma Ray, Saxon, Moonspell, Iced Earth, Motorhead, e tantissimi altri, si dicono ottimisti e pronti a lavorare sodo. Uno dei manager dell’etichetta, Manfred Schütz, ha affermato in merito: “Il nostro lavoro procederà come ha sempre fatto, nonostante la richiesta di amministrazione controllata”, confermando che le attività di produzione di dischi e distribuzione continueranno.

Anche Youtube nel mercato della musica digitale

1 Comment // Scritto il 10 apr 2009 da HoldMe // News, Tecnologia & Web

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E ora anche Youtube tenta la strada del mercato della musica digitale. Se ne era parlato giusto qualche giorno fa e ora anche il celebre servizio di videosharing acquistato da Google ha implementato una piattaforma ecommerce che consente agli utenti di acquistare e scaricare online i file mp3 colonna sonora dei vari video.

Il “Click-to-Buy” giunge così anche in Italia, dopo un periodo di test iniziato a ottobre 2008 negli Stati Uniti, in Regno Unito, Germania, Olanda e Spagna. L’acquisto è possibile tramite iTunes, grazie ad un link in apposite clip postate su YouTube.

Secondo una analisi effettuata in Gran Bretagna,il sistema dovrebbe avere una sua efficacia poichè nel corso della sperimentazione il 50% degli utenti adulti ha acquistato il brano una volta ascoltato.
Al momento, oltre all’Italia, il Click-to-Buy è stato avviato in altri 7 paesi: Australia, Canada, Francia, Irlanda, Giappone, Nuova Zelanda e Svezia. L’unica etichetta discografica che al momento ha aderito al progetto è la Sony BGM, sebbene sia molto probabile che ben presto altre etichette discografiche parteciperanno al progetto.

Strategie sul web: Yahoo! e Google nel mercato della musica digitale

2 Comments // Scritto il 07 apr 2009 da HoldMe // News, Tecnologia & Web

Yahoo! + Amazon + Apple iTunes: questa è l’ultima alleanza che si profila nel mercato della musica digitale, vedendo l’unione di tre colossi del web. Da questa unione dovrebbe nascere la nuova versione di Yahoo Music, che metterà a disposizione servizi musicali a pagamento e gratuiti su Internet, consentendo agli utenti di Yahoo! di accedere e interagire con i servizi direttamente dal sito. Questa decisione giunge dopo quasi un anno dall’annuncio di Yahoo! della chiusura del suo servizio di musica a pagamento, dando vita a una parte della strategia “Open Social” attuata dal motore di ricerca, che cerca di attirare così a sé un pubblico sempre maggiore avvalendosi di servizi di aziende terze.

D’altro canto, invece, Google in Cina tenta la via del download gratuito per farsi strada nel mercato orientale della musica digitale. Il suo obiettivo è abbattere il primato detenuto da Baidu e da Yahoo!, per questo tenta una joint-venture con Top100.cn. Al momento avrebbe siglato accordi con Sony Music, Warner Music, Emi e Universal Music, le quattro Major della discografia, al fine di condividere gli introiti pubblicitari. La proposta di Google vede il dowload di 350mila brani musicali sia di artisti cinesi che stranieri.

Bopaboo: mp3 in vendita… usati!

2 Comments // Scritto il 16 dic 2008 da HoldMe // News, Tecnologia & Web

I mercatini dell’usato hanno una particolarità che li rende affascinanti: sono capaci di tenere traccia dell’evolversi del tempo, in attesa che qualcuno decida di dare ad ogni oggetto una nuova vita. Così, girando per i mercatini dell’usato possiamo trovare vecchi telefoni, vinili, libri e tante altre cose.
Il tempo tuttavia scorre veloce, e c’è chi ha pensato di dare una seconda giovinezza anche agli MP3 usati: non le vecchie care musicassette, i vinili o i cd, stiamo parlando proprio dei file nel formato che ha rivoluzionato il mondo della distribuzione musicale.

Questo è quanto si propone di fare bopaboo.com, ponendosi come una soluzione al download illegale di musica: “stop illegally sharing and start legally selling” è il motto che campeggia nell’homepage.
Ogni utente può dunque creare un proprio negozio online, vendendo i propri “mp3 usati”, con due semplici regole:
1. gli mp3 devono essere stati comprati legalmente ed essere DRM-free;
2. il ricavato della compravendita viene trasferito nel proprio conto “bopaBank“, tramite il quale si può comprare altra musica.

Ovviamente sono già partite le discussioni in merito:
Chi controlla che il venditore elimini veramente il brano dal proprio pc dopo averlo venduto e non ne mantenga copia?
Come si fa a sapere che il file venduto proviene dalla commercializzazione legale di musica e non dal P2P o da un cd rippato?
La vendita di un file mp3 come “usato” può essere paragonata alla vendita di un CD o un DVD usato che invece risiede su un supporto unico e tangibile?

Alex Meshkin, il fondatore di bopaboo.com, sostiene di essere pronto ad incontrare le major, ma la RIAA, l’associazione americana dei produttori discografici, è già sul piede di guerra: «Non c’è stato ancora nessun contatto. Ci hanno chiesto un incontro e abbiamo accettato. Questo è tutto».

Riuscirà a decollare il mercatino del mp3 usato?

Cambio di prospettiva?

3 Comments // Scritto il 07 ott 2008 da HoldMe // News, Persone, Tecnologia & Web

Come sempre i cambiamenti vengono da oltralpe. In questo caso dall’Inghilterra, dove oltre 60 aristi hanno formato la Featured Artist Coalition, con lo scopo di cambiare le normative sui diritti d’autore per adeguarsi al mercato digitale.
Ed i nomi sono di un certo peso: Radiohead, Iron Maiden, Robbie Williams, Billy Bragg, David Gilmour, The Verve, Kaiser Chiefs, Paul Oakenfold, Travis

In breve: si chiede che gli artisti abbiano più controllo della propria musica e più voce in capitolo nelle strategie di marketing, soprattutto che l’artista possa dire la sua nella negoziazione dei contratti derivati dalla flessibilità digitale che assume la musica (suonerie musicali per cellulari e distribuzione via Internet in primis).

Come? I diritti delle produzioni rimangono ai musicisti, che possono affittarli successivamente alle etichette discografiche,e quindi possono sapere cosa viene venduto, a chi e in che modo, in quale contesto. Ed è questa la vera rivoluzione, visto che ora sono le etichette a detenere i diritti e a poterli gestire come preferiscono.

In pratica: si riuscirà a convincere la Disney a far decidere a Topolino come devono svilupparsi le proprie storie, lasciandolo libero di vivere la propria vita?

Fuor dall’ironia: è già da un sacco di tempo che si parla della crisi delle vendite dei cd a causa degli alti costi, i negozi di musica digitale sono sempre più diffusi e il social networking (Blip.fm e Last.fm in primis) si sta espandendo anche in direzione musicale.

Servirà questa iniziativa ad aprire gli occhi alle major?