Dal Grande al piccolo: le star di Hollywood vanno su YouTube?

1 Comment // Scritto il 03 feb 2009 da HoldMe // Cinema, News

I tempi si evolvono e le dimensioni delle tecnologie, così come le aspirazioni, sembrano muoversi come le onde del mare. Tempo fa (tanto tempo fa, informaticamente parlando), tutto tendeva al “grande”. La grandiosità delle Piramidi, i fasti dell’epoca Rinascimentale, la Tour Eiffel. Poi la mareggiata è cambiata, e le aspirazioni si sono volte al “piccolo”: la televisione sempre più piatta (ma con una superficie sempre maggiore: ci deve essere sempre una eccezione che conferma la regola), il computer sempre più piccolo, il cellulare sempre più microscopico fino al limite dell’usabilità, gli storage di memoria sempre più vasti (l’eccezione, ricordate?) in spazi sempre più piccoli…

Come le tecnologie, così le aspirazioni, e se una volta il sogno era di finire sul “Grande Schermo”, ora diventa finire sul “Piccolo Schermo”, anzi “Piccolissimo”: quello di YouTube. Se poi a farlo sono le star di Hollywood qualcosa vorrà dire.

Secondo il New York Times, YouTube e l’agenzia William Morris sarebbero in trattative per la creazione di video originali per il più popolare servizio di streaming, in cambio di una percentuale sui ricavi pubblicitari. Non è ancora chiaro se vedremo attori e produttori come Russell Crowe, Natalie Portman, Clint Eastwood e J. J. Abrams impegnati con minishow, serie, cortometraggi o interi film in esclusiva per YouTube, ma se la cosa dovesse andare in porto, qualcosa di sicuro potrebbe cambiare nel modello di business dell’entertainment: quel che è certo, è che Youtube avrebbe dei video con un forte richiamo mediatico e liberi dall’annoso problema del diritto d’autore, il suo principale tallone d’Achille, mentre le agenzie riuscirebbe a far lavorare le star anche in canali non tradizionali, trovando dunque una valvola di sfogo per il settore cinematografico, che come altri risente della crisi in atto.

Insomma… tutto va bene per attirare gli investitori pubblicitari. Soprattutto se poi noi riusciamo a godere di innovazioni tecnologiche e video di qualità. Si spera.

Iron Maiden: in vino veritas

No Comment // Scritto il 11 dic 2008 da HoldMe // News, Persone

Qualche post fa vi avevamo parlato del rapporto tra la pubblicità e i musicisti, portando come esempio le esperienze di testimonial di due musicisti rock in vesti inusuali: Ozzy Osburne e Johnny Rotten.
Ora le operazioni di marketing riguardano gli Iron Maiden, ma stavolta viene un po’ da pensare.

Giusto in tempo per Natale, i metallari potranno mettere sotto l’Albero una bottiglia di vino Merlot, venduto in una scatola di legno con delle incisioni e una particolare etichetta sulla bottiglia. L’eccezionalità consiste nel fatto che stiamo parlando del “Iron Maiden Eddie’s Evil Brew“: una bottiglia di vino venduta nello shop online del sito degli Iron Maiden,  completamente brandizzata con il logo della band e con l’immancabile mascotte Eddie, al prezzo di £ 15.00.

Pronti allo shopping online natalizio?

Quando la pubblicità trasforma i musicisti: Ozzy Osbourne e Johnny Rotten

4 Comments // Scritto il 12 nov 2008 da HoldMe // Persone

Creare una campagna pubblicitaria è sempre una sfida all’attenzione, utilizzando strategie innovative o consolidate. Di certo l’utilizzo del “testimonial” rientra nelle strategie consolidate, di sicuro successo. Ma bisogna saperselo giocare bene.
Così un Ozzy Osbourne ironico sui suoi stessi problemi di decadimento dovuto all’età rimane nella memoria per la simpatia dello spot della Samsung, perfettamente riuscito. Rimarrebbe da chiedersi, però, che immagine di sè abbia deciso di dare Ozzy Osbourne, alla luce del suo passato con i Black Sabbath (ma ricordiamoci sempre il reality su MTV a cui ha preso parte).

Quello che invece ancora non riesco a capire è cosa porti John Lydon (conosciuto come Johnny Rotten), ex cantante dei Sex Pistols, icona della trasgressione e dell’anticonformismo, a diventare il testimonial di una marca di burro inglese. In panciotto, con tanto di bastone mentre passeggia per le campagne inglesi. E in vestaglia a fantasia scozzese, mentre imburra il pane a colazione. Di certo, anche in questo caso l’ironia la fa da padrona, ma un tale cambiamento lascia di sicuro a bocca aperta tutti gli appassionati dei Sex Pistols.

Voi quale preferite?