Reey1234 e la sua Online Orchestra su YouTube: l’intervista
No Comment // Scritto il 21 lug 2010 da HoldMe // News, Persone, Tecnologia & Web
Una delle cose più interessanti dell’era dei Social Network è quella di poter dare vita a numerosi progetti insieme a persone dislocate in qualsiasi parte del mondo. Esattamente come ha fatto Reey1234, un giovane utente italiano di YouTube, il quale ha messo insieme una orchestra di 32 persone provenienti da nazioni come Stati Uniti, Canada, Australia, Taiwan, Brasile, Romania, Germania, Spagna e Italia.
Reey1234 ha infatti realizzato questo video, suonando il piano ma anche occupandosi dell’arrangiamento e del montaggio, nel quale ha reinterpretato “To Zanakard”, un brano tratto dalla colonna sonora di Final Fantasy X.
Abbiamo rivolto alcune domande a Reey1234 in merito a questo lavoro.
- Come è nato il progetto che ha dato vita al video “To Zanarkand Online Orchestra”? Cosa ti ha spinto a realizzarlo?
- Il progetto non è nato solo dalla voglia di rifare una nuova versione della musica “To Zanarkand”, ma anche dal desiderio di riunire musicisti da tutte le parti del mondo per poter creare qualcosa che non si era mai visto su YouTube. Inoltre per poter finire questo progetto occorre una pazienza e una forza di volontà fuori dal comune. Non nego che gli ultimi mesi di realizzazione sono stati così pesanti che ho pensato di lasciar stare tutto!
- Come scegli e contattati i musicisti che collaborano con te?
- La scelta dei musicisti è random perchè tramite il search di YouTube scrivo parole come “Violinists”, “Cellists” ecc…. e vedo i diversi video. Due però sono i requisiti fondamentali per la scelta finale: 1) Abilità del musicista 2) registrazione di un video con un audio quanto più pulito possibile per evitare il rumore di sottofondo. Quest’ultimo requisito è sicuramente la cosa più importante per la buona riuscita del progetto.
- Raccontaci il processo di realizzazione dei video.
- Il processo di realizzazione si è svolto in differenti fasi: nel luglio 2009 ho arrangiato a orecchio l’orchestra. A settembre 2009 iniziai a cercare e contattare i diversi musicisti. Ogni musicista riceveva la sua parte,la sentiva con le cuffie e contemporaneamente registrava il suo audio/video in modo tale da rifare lo stesso ritmo. Poi dopo settimane ricevevo la registrazione audio/video. A questo punto ho iniziato a sincronizzare il mio video con il loro e così ho ottenuto 31 persone (32 con me). In realtà se tutte le persone che mi avevano dato la loro disponibilità avessero fatto la registrazione, sarebbe stata un’orchestra di quasi 100 persone!!!
-Cosa ci racconti di te?
-In verità vorrei rimanere anonimo. Se avessi voluto diventare famoso avrei mostrato la mia faccia nel video e avrei scritto nome e cognome. Tutto quello che cerco è che questo mio video venga visto da quante più persone possibili perchè questo ripaga in un certo senso il lavoro svolto per 1 anno intero.
- Hai pubblicato il tuo video su YouTube e hai 941 fan su Facebook: in che modo la musica si relaziona con i social network secondo la tua esperienza?
- Grazie alla creazione di youtube e di altri siti simili il concetto di musica è cambiato radicalmente. Ora non c’è più bisogno di incontrarsi nella realtà per fare una canzone. Piccoli e grandi artisti possono fare collaborazioni tra di loro, possono caricare sul web i video delle loro composizioni, possono realizzare cover di musiche famose e condividerle in pochi secondi con il mondo intero! Ormai youtube è pieno di questi esempi. Caricare un video dove canti, suoni, collabori con altre persone significa creare un “punto di contatto” tra te e le persone che ti guardano. Basti pensare a quanti messaggi si ricevono su YouTube, Facebook ed altri social network. Forse è proprio questo “punto di contatto” che contraddistingue la musica online.

I tempi si evolvono e le dimensioni delle tecnologie, così come le aspirazioni, sembrano muoversi come le onde del mare. Tempo fa (tanto tempo fa, informaticamente parlando), tutto tendeva al “grande”. La grandiosità delle Piramidi, i fasti dell’epoca Rinascimentale, la Tour Eiffel. Poi la mareggiata è cambiata, e le aspirazioni si sono volte al “piccolo”: la televisione sempre più piatta (ma con una superficie sempre maggiore: ci deve essere sempre una eccezione che conferma la regola), il computer sempre più piccolo, il cellulare sempre più microscopico fino al limite dell’usabilità, gli storage di memoria sempre più vasti (l’eccezione, ricordate?) in spazi sempre più piccoli…































