Warning: get_object_vars() expects parameter 1 to be object, null given in /web/htdocs/www.radiosnj.com/home/components/com_community/libraries/core.php on line 623
ZAPPAAAAAAAAAAAAAAA
Informazioni del gruppo
Categoria:
Nome:
ZAPPAAAAAAAAAAAAAAA
Descrizione:
Per tutti gli amanti della musica celestiale di Frank, questo è il posto giusto! postate racconti, aneddoti, idee, eventi, classifiche o qualsiasi cosa vi passi per la testa! ARF!
Creato:
Giovedì 04 Giugno 2009
Autore:
Aggiornamenti
Lunedì 24 Agosto 2009
da zappaisalive78
Baby Snakes
200 MOTELS & BABY SNAKES -
Together At Last
Presented by American Cinematheque
Aero Theatre 1328 Montana Avenue at 14th Street in Santa Monica
Thursday, August 27, 2009
$10 Box office opens at 6:30pm
Screening at 7:30pm
This, from American Cinematheque online:
Frank Zappa Double Feature:
New 35mm Print! 200 MOTELS, 1971, MGM Repertory, 98 min. Dir. Tony Palmer & Frank Zappa. "Touring can make you crazy, that's what 200 Motels is all about."- Frank Zappa. Frank Zappa was a mad scientist constantly pushing the boundaries of music, film, and video. 200 MOTELS is no exception; Zappa combined The Royal Philharmonic Orchestra with The Mothers of Invention and filmed the bulk of the soundtrack live. Zappa's favorite topics -- groupies, mundane Americana and inside jokes -- are the themes of this film. Musical interludes provide a transcending break, where things like place, time and plot are forgotten. With Theodore Bikel, Keith Moon and Ringo Starr as Frank Zappa.
BABY SNAKES, 1979, Intercontinental Absurdities, 164 min. Dir. Frank Zappa. In 1977, Frank Zappa gave a major concert in New York that gave full rein to the astonishing range of his talents as a composer, musician, band-leader, conductor, satirist and ringmaster. Orchestrating the band, the event and the audience – the concert was a triumphant celebration of the breadth of his uniquely idiosyncratic vision. Zappa filmed the concert and spent the next two years editing, polishing and adding sequences to the film including ground-breaking claymation. As usual, Zappa was far ahead of his time – and the film did not enjoy wide distribution on release.
And we have this to say: It's Ringo Starr as Larry the Dwarf disguised as Frank Zappa and furthermore we all know that Baby Snakes (which stars the New York audience) is about "people who do stuff that is not normal."
See you there.
Giovedì 13 Agosto 2009
da zappaisalive78
Martedì 09 Giugno 2009
da zappaisalive78
Martedì 09 Giugno 2009
da zappaisalive78
Discussione
Album Fotografie
Nessun album creato.
Video
Nessun Video Caricato dagli ascoltatori
Bacheca
zappaisalive78,
2009-07-14 09:36:13
"I never took a **** on stage, and the closest I ever came to eating **** anywhere was at a Holiday Inn buffet in Fayatteville, North Carolina, in 1973"
(Frank Zappa, a proposito di alcune voci sul suo conto)
ve lo devo tradurre? no vero? ;-)
buon martedì
(Frank Zappa, a proposito di alcune voci sul suo conto)
ve lo devo tradurre? no vero? ;-)
buon martedì
zappaisalive78,
2009-07-12 09:31:31
Un abbraccio speciale per Fabraxas che si è aggiunta al gruppo.
Piccolo aneddoto trash di vita on the road di Zappa & Co.
1971. I Mothers sono in giro per gli USA per il loro tour, che vede nella band anche il bassista Jim Pons, ex Turtles, che si va ad aggiungere agli altri due ex-Turtles Mark Volman e Howard Kaylan, già presenti da un anno nelle fila dei Mothers.
I fans di Zappa, sicuramente bizzarri come il loro eroe, solevano omaggiare la band dei più diversi "manufatti artistici", da mutandine femminili mai lavate (delle quali alcuni membri della band andavano fieri di ricevere) ad altri oggetti francamente improbabili.
Uno di questi fu un barattolo in vetro, confezionato da una fan, la quale lo regalò al bassista Jim Pons, in un albergo, durante la sosta tra un concerto e l'altro.
La fan disse che conteneva la propria cacca, che aveva fatto lei, e che era inevitabilmente l'oggetto più interiore che possedesse (ahhh, più interiore di così...)
Fatto sta che, salendo in ascensore, la curiosità tra la band, piuttosto incredula al contenuto del barattolo, cresceva continuamente, fino a quando Jim Pons, non resistendo più, decide di aprirlo per verificare se c'era veramente quello che diceva la ragazza.
La risposta fu confermata dai conati di vomito che assalirono il bassista.
Il regalo finì direttamente nello scarico del cesso. Un raro e curioso caso di regalo da groupie non accettato. strano, ma vero.
Piccolo aneddoto trash di vita on the road di Zappa & Co.
1971. I Mothers sono in giro per gli USA per il loro tour, che vede nella band anche il bassista Jim Pons, ex Turtles, che si va ad aggiungere agli altri due ex-Turtles Mark Volman e Howard Kaylan, già presenti da un anno nelle fila dei Mothers.
I fans di Zappa, sicuramente bizzarri come il loro eroe, solevano omaggiare la band dei più diversi "manufatti artistici", da mutandine femminili mai lavate (delle quali alcuni membri della band andavano fieri di ricevere) ad altri oggetti francamente improbabili.
Uno di questi fu un barattolo in vetro, confezionato da una fan, la quale lo regalò al bassista Jim Pons, in un albergo, durante la sosta tra un concerto e l'altro.
La fan disse che conteneva la propria cacca, che aveva fatto lei, e che era inevitabilmente l'oggetto più interiore che possedesse (ahhh, più interiore di così...)
Fatto sta che, salendo in ascensore, la curiosità tra la band, piuttosto incredula al contenuto del barattolo, cresceva continuamente, fino a quando Jim Pons, non resistendo più, decide di aprirlo per verificare se c'era veramente quello che diceva la ragazza.
La risposta fu confermata dai conati di vomito che assalirono il bassista.
Il regalo finì direttamente nello scarico del cesso. Un raro e curioso caso di regalo da groupie non accettato. strano, ma vero.
zappaisalive78,
2009-06-26 08:24:32
Approfitto per un saluto a tutta la community di SNJ e anche a Woland19 che ringrazio per essersi aggiunto al gruppo.
Un'altra puntata con i "Dischi Proibiti" di Frank Zappa. Oggi ci occupiamo di UNMITIGATED AUDACITY, altro bootleg "ufficiale" contenuto nel box BEAT THE BOOTS, tratto da un importante (e come sempre, poco conosciuto) tour: quello del 10°Anniversario dei Mothers. Nello spazio di un anno, Frank si esibì in giro per il mondo con tre formazioni distinte in tre tour separati. Questo è tratto dal secondo, che copre l'arco di una ventina di giorni, con date esclusivamente americane più un paio in Canada.
Per festeggiare questa ricorrenza, Zappa aggiunge alla sua formazione, alcuni membri storici dei Mothers come Don Preston, al synth, oppure il bassista/chitarrista Jeff Simmons, che fa sfoggio di grandi abilità strumentistiche (qualcuno forse conoscerà il suo album solista "Lucille Has Messed My Mind Up"), più Walt Fowler alla tromba, fratello di Bruce (al trombone)
Mancano Ian e Ruth Underwood, convolati a nozze e alla ricerca di un periodo di "disintossicazione" da Zappa, che durerà poco visto che Ruth tornerà poi subito al suo posto per il nuovo tour che sarebbe partito a fine giugno.
Questo album live (South Bend, 12 maggio 1974) contiene la seconda parte del concerto, dedicata proprio agli esordi della band, dove sono infatti presenti diversi brani tratti dai primissimi dischi. Si va da It Can't Happen Here a Hungry Freaks Daddy, passando per le celebri I Ain't Got No Heart, How Could I Be Such A Fool.
Anche il disco "We're Only In It For The Money" (quello con la copertina che fa il verso a Sgt. Pepper's dei Beastles) ha una sua degna consacrazione con Let's Make The Water Turn Black, Oh No!, Harry You're A Beast.
Il gran finale arriva con Trouble Every Day in una versione non lunghissima comunque, ma contenente pure un po' di Louie Louie (brano che Zappa suonava spesso) e poi con Camarillo Brillo, l'unico brano di recente produzione, infatti sfornato nel disco Overnite Sensation (1973)
I brani sono stati tutti riarrangiati per l'occasione e danno prova di una freschezza ancora intatta specie grazie alle tastiere di George Duke e alla comicità bislacca del duo Duke/Brock che spesso si lanciavano in improvvisati racconti e gags inventate sul palco, spesso anzi, quasi sempre un po' triviali e che ovviamente Frank gradiva parecchio.
Purtroppo essendo un bootleg, la qualità audio è veramente scadente, vi consiglio di trovare il doppio cd "EDINBORO '74" tratto dallo stesso tour, registrato quattro giorni prima dal vivo, con un audio ottimo e con tutto il live, per cui è possibile pure ascoltare la scaletta integrale con i brani del periodo Cosmik Debris (che tra l'altro durava solitamente intorno ai 15 minuti), Cheepnis, Inca Roads e soprattutto Dupree's Paradise, che proprio in queste date di maggio assumeva proporzioni bibliche, durando spesso oltre i 30 minuti e con incredibili versioni (tipo Edinboro, ma anche South Bend o Binghampton, valgono la pena di essere ascoltate.)
UNMITIGATED AUDACITY (South Bend, 12 maggio 1974)
BAND: Frank Zappa (guitar, vocals) * George Duke (keyboards, vocals) * Napoleon Murphy Brock (sax, flute, vocals) * Bruce Fowler (trombone) * Walt Fowler (trumpet) * Don Preston (synth) * Jeff Simmons (guitar, vocals) * Tom Fowler (bass) * Ralph Humprey (drums) * Chester Thompson (drums)
1. Dupree's Paradise (fade in)
2. It Can't Happen Here
3. Hungry Freaks, Daddy
4. You're Probably Wondering Why I'm Here
5. How Could I Be Such A Fool
6. I Ain't Got No Heart
7. I'm Not Satisfied
8. Wowie Zowie
9. Let's Make The Water Turn Black
10. Harry You're A Beast
11. Oh No!
12. More Trouble Every Day
13. Louie Louie
14. Camarillo Brillo
Un'altra puntata con i "Dischi Proibiti" di Frank Zappa. Oggi ci occupiamo di UNMITIGATED AUDACITY, altro bootleg "ufficiale" contenuto nel box BEAT THE BOOTS, tratto da un importante (e come sempre, poco conosciuto) tour: quello del 10°Anniversario dei Mothers. Nello spazio di un anno, Frank si esibì in giro per il mondo con tre formazioni distinte in tre tour separati. Questo è tratto dal secondo, che copre l'arco di una ventina di giorni, con date esclusivamente americane più un paio in Canada.
Per festeggiare questa ricorrenza, Zappa aggiunge alla sua formazione, alcuni membri storici dei Mothers come Don Preston, al synth, oppure il bassista/chitarrista Jeff Simmons, che fa sfoggio di grandi abilità strumentistiche (qualcuno forse conoscerà il suo album solista "Lucille Has Messed My Mind Up"), più Walt Fowler alla tromba, fratello di Bruce (al trombone)
Mancano Ian e Ruth Underwood, convolati a nozze e alla ricerca di un periodo di "disintossicazione" da Zappa, che durerà poco visto che Ruth tornerà poi subito al suo posto per il nuovo tour che sarebbe partito a fine giugno.
Questo album live (South Bend, 12 maggio 1974) contiene la seconda parte del concerto, dedicata proprio agli esordi della band, dove sono infatti presenti diversi brani tratti dai primissimi dischi. Si va da It Can't Happen Here a Hungry Freaks Daddy, passando per le celebri I Ain't Got No Heart, How Could I Be Such A Fool.
Anche il disco "We're Only In It For The Money" (quello con la copertina che fa il verso a Sgt. Pepper's dei Beastles) ha una sua degna consacrazione con Let's Make The Water Turn Black, Oh No!, Harry You're A Beast.
Il gran finale arriva con Trouble Every Day in una versione non lunghissima comunque, ma contenente pure un po' di Louie Louie (brano che Zappa suonava spesso) e poi con Camarillo Brillo, l'unico brano di recente produzione, infatti sfornato nel disco Overnite Sensation (1973)
I brani sono stati tutti riarrangiati per l'occasione e danno prova di una freschezza ancora intatta specie grazie alle tastiere di George Duke e alla comicità bislacca del duo Duke/Brock che spesso si lanciavano in improvvisati racconti e gags inventate sul palco, spesso anzi, quasi sempre un po' triviali e che ovviamente Frank gradiva parecchio.
Purtroppo essendo un bootleg, la qualità audio è veramente scadente, vi consiglio di trovare il doppio cd "EDINBORO '74" tratto dallo stesso tour, registrato quattro giorni prima dal vivo, con un audio ottimo e con tutto il live, per cui è possibile pure ascoltare la scaletta integrale con i brani del periodo Cosmik Debris (che tra l'altro durava solitamente intorno ai 15 minuti), Cheepnis, Inca Roads e soprattutto Dupree's Paradise, che proprio in queste date di maggio assumeva proporzioni bibliche, durando spesso oltre i 30 minuti e con incredibili versioni (tipo Edinboro, ma anche South Bend o Binghampton, valgono la pena di essere ascoltate.)
UNMITIGATED AUDACITY (South Bend, 12 maggio 1974)
BAND: Frank Zappa (guitar, vocals) * George Duke (keyboards, vocals) * Napoleon Murphy Brock (sax, flute, vocals) * Bruce Fowler (trombone) * Walt Fowler (trumpet) * Don Preston (synth) * Jeff Simmons (guitar, vocals) * Tom Fowler (bass) * Ralph Humprey (drums) * Chester Thompson (drums)
1. Dupree's Paradise (fade in)
2. It Can't Happen Here
3. Hungry Freaks, Daddy
4. You're Probably Wondering Why I'm Here
5. How Could I Be Such A Fool
6. I Ain't Got No Heart
7. I'm Not Satisfied
8. Wowie Zowie
9. Let's Make The Water Turn Black
10. Harry You're A Beast
11. Oh No!
12. More Trouble Every Day
13. Louie Louie
14. Camarillo Brillo
zappaisalive78,
2009-06-20 20:48:36
Visto il tempaccio, me ne sto rintanato e posto un nuovo arrivo per la terza puntata de I DISCHI PROIBITI
Contenuto anche esso nel box Beat The Boots, PIUANTIQUE, è un breve disco tratto da due live del 1973, sicuramente uno degli anni d'oro di Zappa, quanto meno dal punto di vista concertistico. Con la band ormai rodata a puntino, gironzola il mondo con un repertorio consolidato, suonato sempre in maniera brillante nonostante le numerose difficoltà diaboliche disseminate qua e là, che dimostra come i musicisti potessero eseguire tutti i brani anche bendati e pure a velocità impressionanti.
Dei cinque brani contenuti, quattro sono tratti dal live di Stoccolma del 21 agosto 1973, che fu anche registrato in video per la trasmissione Oppapopoppa Special, nella cornice dello Skanse Park, nel quale i Mothers suonarono un set open di circa 70 minuti di grandissima qualità. E la bontà di questo breve spettacolo, la si può intuire da un'ottima versione di "Rdnzl", con un brillante solo di Frank, decisamente molto ispirato. "Kung Fu", è invece un'intricatissimo strumentale molto breve che omaggia la bravura immensa di Ruth Underwood alle marimba e prende il nome proprio dalle evoluzioni della musicista intenta ad eseguire la parte principale.
E poi, le due chicche della serata: Dupree's Paradise (purtroppo in queasto disco sfumata dopo 11 minuti, a differenza dei circa 33 della versione integrale). Già il tema è meraviglioso, ma quello che ha caratterizzato questo brano nella sua esistenza è stato tutto quello che gli ha creato intorno Frank, intese non solo come soli, ma situazioni, gag, improvvisazioni e quant'altro che hanno reso questo brano uno dei più importanti di tutta la sua produzione.
Dopo un'intro con improvvisazione collettiva, il tastierista George Duke si lancia nelle sue classiche esplorazioni strumentali, passando con disinvoltura dall' organo al clavinet, dal piano all'hammond, mentre Zappa dirige la band fino al solo Moog alla "Led Zeppelin" che sfocia poi in un'irridente breve versione di Satin Doll. Visto il concerto all'aperto e il luogo (Svezia), durante il solo di piano, Zappa dirige pure il pubblico cercando di coinvolgerlo in applausi a tempo collettivi visto il freddo "..it's so ****ing cold on the stage..."
Subito dopo il tema, parte Jean-Luc Ponty in un ottimo solo che però viene ahimé sfumato. (la versione integrale offre anche due altri a solo, di Fowler al trombone e dello stesso Frank, il che porta tutto il brano a circa 33 minuti di durata)
A seguire "T'Mershi Duween" altro divertente episodio strumentale, molto breve ma altrettanto difficile, tratto dallo stesso periodo, anche se non vi sono note di riferimento e, non avendo soli al suo interno, èdifficile risalire a quale concerto appartenga (comunque sempre del 1973)
Per finire il gran finale di Stoccolma con un'epica versione di "Farther O'Blivion", che non è da confondersi con "Father O'Blivion" presente sul disco Apostrophe (1974)
E' infatti questa, una lunga suite di circa 20 minuti che comprende in realtà 3 brani: "Greggary Peccary" / "Be-Bop Tango" e "Cucamonga", sicuramente meno noti ai più, ma di grande interesse musicale.
Il primo, la si potrebbe definire quasi una ballad (medium) jazz in 3/4, tipicamente in stile zappiano con cambi e accenti decisamente poco convenzionali, ma di grande fascino. Da qui, prende forma il solo di Jean-Luc Ponty, al violino, incentrato su una classica progressione molto rock in un 4/4 possente, che si dipana, senza soluzioni di continuità, nel tango "Be-Bop", (lo si trova anche nel disco Roxy & Elsewhere, ovviamente in un'altra versione). Probabilmente uno dei pezzi più difficili da suonare di quelli mai scritti da FZ, è un tema bop molto complicato per i continui salti tra note suonate in maniera molto serrata tra di loro, il tutto sull pulsazione costante e tipica del tango. Oltre a Fowler, si aggiungono si Ian Underwood al clarinetto basso e Ponty a ricamare assoli uno dietro l'altro oltre all'apporto fondamentale di Ruth Underwood alle marimba che ripete più volte il diabolico tema.
Il finale, dopo il lungo solo di batteria di Ralph Humprey, è in realtà parte del tema di "Cucamonga" (lo si può sentire uffcialmente, nel disco Bongo Fury, arrangiato in maniera un po' differente), che viene risuonato due volte per ordine dello stesso Frank, che aveva notato alcuni errori nell'esecuzione.
"PIQUANTIQUE"
Stockholm 21.8.73
Band: FZ (guitar) * Ruth Underwood (marimba, percussions) * George Duke (keys, synth, hammond, clavinet, organ, piano,...) * Bruce Fowler (trombone) * Ian Underwood (bass clarinet, synth) * Tom Fowler (bass) * Ralph Humprey (drums) * Jean-Luc Ponty (violin)
1. Kung Fu
2. Rdnzl
3. Dupree's Paradise
4. T'Mershi Duween
5. Farther O'Blivion
Contenuto anche esso nel box Beat The Boots, PIUANTIQUE, è un breve disco tratto da due live del 1973, sicuramente uno degli anni d'oro di Zappa, quanto meno dal punto di vista concertistico. Con la band ormai rodata a puntino, gironzola il mondo con un repertorio consolidato, suonato sempre in maniera brillante nonostante le numerose difficoltà diaboliche disseminate qua e là, che dimostra come i musicisti potessero eseguire tutti i brani anche bendati e pure a velocità impressionanti.
Dei cinque brani contenuti, quattro sono tratti dal live di Stoccolma del 21 agosto 1973, che fu anche registrato in video per la trasmissione Oppapopoppa Special, nella cornice dello Skanse Park, nel quale i Mothers suonarono un set open di circa 70 minuti di grandissima qualità. E la bontà di questo breve spettacolo, la si può intuire da un'ottima versione di "Rdnzl", con un brillante solo di Frank, decisamente molto ispirato. "Kung Fu", è invece un'intricatissimo strumentale molto breve che omaggia la bravura immensa di Ruth Underwood alle marimba e prende il nome proprio dalle evoluzioni della musicista intenta ad eseguire la parte principale.
E poi, le due chicche della serata: Dupree's Paradise (purtroppo in queasto disco sfumata dopo 11 minuti, a differenza dei circa 33 della versione integrale). Già il tema è meraviglioso, ma quello che ha caratterizzato questo brano nella sua esistenza è stato tutto quello che gli ha creato intorno Frank, intese non solo come soli, ma situazioni, gag, improvvisazioni e quant'altro che hanno reso questo brano uno dei più importanti di tutta la sua produzione.
Dopo un'intro con improvvisazione collettiva, il tastierista George Duke si lancia nelle sue classiche esplorazioni strumentali, passando con disinvoltura dall' organo al clavinet, dal piano all'hammond, mentre Zappa dirige la band fino al solo Moog alla "Led Zeppelin" che sfocia poi in un'irridente breve versione di Satin Doll. Visto il concerto all'aperto e il luogo (Svezia), durante il solo di piano, Zappa dirige pure il pubblico cercando di coinvolgerlo in applausi a tempo collettivi visto il freddo "..it's so ****ing cold on the stage..."
Subito dopo il tema, parte Jean-Luc Ponty in un ottimo solo che però viene ahimé sfumato. (la versione integrale offre anche due altri a solo, di Fowler al trombone e dello stesso Frank, il che porta tutto il brano a circa 33 minuti di durata)
A seguire "T'Mershi Duween" altro divertente episodio strumentale, molto breve ma altrettanto difficile, tratto dallo stesso periodo, anche se non vi sono note di riferimento e, non avendo soli al suo interno, èdifficile risalire a quale concerto appartenga (comunque sempre del 1973)
Per finire il gran finale di Stoccolma con un'epica versione di "Farther O'Blivion", che non è da confondersi con "Father O'Blivion" presente sul disco Apostrophe (1974)
E' infatti questa, una lunga suite di circa 20 minuti che comprende in realtà 3 brani: "Greggary Peccary" / "Be-Bop Tango" e "Cucamonga", sicuramente meno noti ai più, ma di grande interesse musicale.
Il primo, la si potrebbe definire quasi una ballad (medium) jazz in 3/4, tipicamente in stile zappiano con cambi e accenti decisamente poco convenzionali, ma di grande fascino. Da qui, prende forma il solo di Jean-Luc Ponty, al violino, incentrato su una classica progressione molto rock in un 4/4 possente, che si dipana, senza soluzioni di continuità, nel tango "Be-Bop", (lo si trova anche nel disco Roxy & Elsewhere, ovviamente in un'altra versione). Probabilmente uno dei pezzi più difficili da suonare di quelli mai scritti da FZ, è un tema bop molto complicato per i continui salti tra note suonate in maniera molto serrata tra di loro, il tutto sull pulsazione costante e tipica del tango. Oltre a Fowler, si aggiungono si Ian Underwood al clarinetto basso e Ponty a ricamare assoli uno dietro l'altro oltre all'apporto fondamentale di Ruth Underwood alle marimba che ripete più volte il diabolico tema.
Il finale, dopo il lungo solo di batteria di Ralph Humprey, è in realtà parte del tema di "Cucamonga" (lo si può sentire uffcialmente, nel disco Bongo Fury, arrangiato in maniera un po' differente), che viene risuonato due volte per ordine dello stesso Frank, che aveva notato alcuni errori nell'esecuzione.
"PIQUANTIQUE"
Stockholm 21.8.73
Band: FZ (guitar) * Ruth Underwood (marimba, percussions) * George Duke (keys, synth, hammond, clavinet, organ, piano,...) * Bruce Fowler (trombone) * Ian Underwood (bass clarinet, synth) * Tom Fowler (bass) * Ralph Humprey (drums) * Jean-Luc Ponty (violin)
1. Kung Fu
2. Rdnzl
3. Dupree's Paradise
4. T'Mershi Duween
5. Farther O'Blivion
zappaisalive78,
2009-06-18 12:33:48
Ieri ho dimenticato di inserire le note del disco "'Tis The Season To Be Jelly". scusate. lo faccio ora:
Location & Date: Konserthuset, Stockholm 30 Sep. 1967
Band: FZ (guitar) * Ray Collins (vocals) * Bunk Gardner (saxes) é Ian Underwood (piano, bass clarinet, saxes) * Jim "Motorhead" Sherwood (baritone sax) * Don Preston (keyboards) * Roy Estrada (bass, vocals) * Billy Mundi (drums) + Jimmy Carl Black (drums)
1. You Didn't try To Call Me
2. Petroushka
3. Bristol Stomp
4. Baby Love
5. Big Leg Emma
6. No Matter What You Do
7. Blue Suede Shoes
8. Hound Dog
9. Gee
10. King Kong
11. It can't Happen Here
Location & Date: Konserthuset, Stockholm 30 Sep. 1967
Band: FZ (guitar) * Ray Collins (vocals) * Bunk Gardner (saxes) é Ian Underwood (piano, bass clarinet, saxes) * Jim "Motorhead" Sherwood (baritone sax) * Don Preston (keyboards) * Roy Estrada (bass, vocals) * Billy Mundi (drums) + Jimmy Carl Black (drums)
1. You Didn't try To Call Me
2. Petroushka
3. Bristol Stomp
4. Baby Love
5. Big Leg Emma
6. No Matter What You Do
7. Blue Suede Shoes
8. Hound Dog
9. Gee
10. King Kong
11. It can't Happen Here
zappaisalive78,
2009-06-17 14:38:23
Approfitto per salutare PaoloMan, che si aggiunge al gruppo ZAPPAAAAAA e ne approfitto pure per postare la secoda puntata dei DISCHI PROIBITI.
'TIS THE SEASON TO BE JELLY (Stockholm 1967)
Questo breve live registrato dal vivo il 30/9/1967 è una testimonianza imprtantissima della prima parte della carriera di Frank, qui alle prese coi Mothers nel loro primo tour europeo. Come poi confermeranno gli anni a venire, l'Europa Centrale (Geermani,Scandinavia, Olanda in particolare) dimostrano una grande apertura e un grande amore verso la musica d'avanguardia di Frank. In effetti, nel 1967, i Mothers Of Invention vengono considerati una band moltlo più avanti rispetto ai gruppi in voga all'epoca (non a caso gente come Grace Slick o gli Henry Cow, yanto per fare due nomi, erano molto attratti dal mondo non convenzionale di Zappa di creare sul palco). E questo live ne è una prova.
Il set è molto variegato. Come spiegherà poi Zappa più avanti, i Mothers erano in grado di fare uno spettacolo basato esclusivamente su un canovaccio nel quale Frank dirigeva le operazioni e innestava brani totalmente diversi l'uno dall'altro.
Questo concerto, infatti, oltre a proporre i brani della sua produzione, ovvero You Didn't Try To Call Me o Big Leg Emma, offre un ampio spettro di covers: si parte con Petrouskha (di Stravjnski) per passare a Bristol Stomp e a Baby Love (delle Supremes!!). Non manca un omaggio (ovviamente sempre un po' dissacratorio) a Elvis, con Blue Suede Shoes e Hound Dog per ritornare poi al poco conosciuto brano Gee, in tipico stile anni '50 (Zappa era molto affezionato a quell'epoca e stile musicale).
Poi finalmente, arriva il capolavoro della serata. KING KONG, in tutto il suo splendore di 14 minuti si erge in una versione veramente particolare. Il sound è molto più psichedelicamente jazzistico, rispetto alle versioni anni '70 o '80. i soli di Don Preston e Ian Underwood si stagliano sopra una ritmica sempre piuttosto morbida, a parte nelle sezioni in 5/8, mentre sullo sfondo Frank con abbondanti dosi di wah-wah squarci l'aria del Koserthuset di Stoccolma.
Senza soluzione di continuità, arriva It Can't Happen Here, altro manifesto dell'era freak, e qui la dove "avanguardistica" della musica di Zappa prende il sopravvento, trasformandosi in una sorta di improvvisazione free di oltre 10 minuti, ma conclusa a sopresa dalla sola band, visto che Frank aveva da poco abbandonato il palco in seguito ai residui di una gastroenterite che lo aveva colpito qualche giorno prima dell'inizio del tour europeo.
Questo album, dipsonibile sia in cd che vinile, è stato raccolto dallo stesso Frank nel suo "controverso" cofanetto Beat The Boots, un box di 16 bootleg raccolti da lui senza alterarne l'audio (per cui la qualità è proprio quella dei bootleg) per rispondere polemicamente ai suoi stessi fans che continuavano a bootleggarlo in giro per il mondo nel corso degli anni.
Non a caso, pur essendo un'artista famoso sì ma forse non sempre al grande pubblico, esistono in ciorcolazione circa 1000-1200 registrazioni di suoi live registrati tra il 1968 e l'88 (ultimo tour).
'TIS THE SEASON TO BE JELLY (Stockholm 1967)
Questo breve live registrato dal vivo il 30/9/1967 è una testimonianza imprtantissima della prima parte della carriera di Frank, qui alle prese coi Mothers nel loro primo tour europeo. Come poi confermeranno gli anni a venire, l'Europa Centrale (Geermani,Scandinavia, Olanda in particolare) dimostrano una grande apertura e un grande amore verso la musica d'avanguardia di Frank. In effetti, nel 1967, i Mothers Of Invention vengono considerati una band moltlo più avanti rispetto ai gruppi in voga all'epoca (non a caso gente come Grace Slick o gli Henry Cow, yanto per fare due nomi, erano molto attratti dal mondo non convenzionale di Zappa di creare sul palco). E questo live ne è una prova.
Il set è molto variegato. Come spiegherà poi Zappa più avanti, i Mothers erano in grado di fare uno spettacolo basato esclusivamente su un canovaccio nel quale Frank dirigeva le operazioni e innestava brani totalmente diversi l'uno dall'altro.
Questo concerto, infatti, oltre a proporre i brani della sua produzione, ovvero You Didn't Try To Call Me o Big Leg Emma, offre un ampio spettro di covers: si parte con Petrouskha (di Stravjnski) per passare a Bristol Stomp e a Baby Love (delle Supremes!!). Non manca un omaggio (ovviamente sempre un po' dissacratorio) a Elvis, con Blue Suede Shoes e Hound Dog per ritornare poi al poco conosciuto brano Gee, in tipico stile anni '50 (Zappa era molto affezionato a quell'epoca e stile musicale).
Poi finalmente, arriva il capolavoro della serata. KING KONG, in tutto il suo splendore di 14 minuti si erge in una versione veramente particolare. Il sound è molto più psichedelicamente jazzistico, rispetto alle versioni anni '70 o '80. i soli di Don Preston e Ian Underwood si stagliano sopra una ritmica sempre piuttosto morbida, a parte nelle sezioni in 5/8, mentre sullo sfondo Frank con abbondanti dosi di wah-wah squarci l'aria del Koserthuset di Stoccolma.
Senza soluzione di continuità, arriva It Can't Happen Here, altro manifesto dell'era freak, e qui la dove "avanguardistica" della musica di Zappa prende il sopravvento, trasformandosi in una sorta di improvvisazione free di oltre 10 minuti, ma conclusa a sopresa dalla sola band, visto che Frank aveva da poco abbandonato il palco in seguito ai residui di una gastroenterite che lo aveva colpito qualche giorno prima dell'inizio del tour europeo.
Questo album, dipsonibile sia in cd che vinile, è stato raccolto dallo stesso Frank nel suo "controverso" cofanetto Beat The Boots, un box di 16 bootleg raccolti da lui senza alterarne l'audio (per cui la qualità è proprio quella dei bootleg) per rispondere polemicamente ai suoi stessi fans che continuavano a bootleggarlo in giro per il mondo nel corso degli anni.
Non a caso, pur essendo un'artista famoso sì ma forse non sempre al grande pubblico, esistono in ciorcolazione circa 1000-1200 registrazioni di suoi live registrati tra il 1968 e l'88 (ultimo tour).
zappaisalive78,
2009-06-15 08:54:34
Prima di tutto un caro saluto e ringraziamento a batman70 per essersi unito. e poi un breve aneddoto, recuperato nei miei archivi.
"A Frank piaceva mettere alla prova la gente che suonava con lui. C'è un tour in particolare che non scorderò mai. Ci stavamo preparando per andare a suonare in Inghilterra e, tre giorni prima della partenza, Frank arrivò in sala prove e disse: Voglio che ogni singolo brano di questo show venga fatto in versione reggae; non me nefrega niente se restiamo qui fino al minuto prima di partire, faremo così e basta!
Così, ci facemmo un mazzo tanto per due giorni di fila; poi il giorno prima che iniziasse il tour, lui arrivò tutto contento e disse: Bene, non facciamo più nulla in versione reggae.
Insomma, ti metteva proprio di fronte alla canna del fucile, accidenti! A volte era estremamente difficile. Sapeva esattamente quale pulsante premere; ho visto gente che lo adorava letteralmente, gente molto brava, bravissima, ma che non aveva esattamente quello che lui andava cercando, essere incenerita su due piedi da lui, durante le prove, alle audizioni, persino sul palco. Si spingeva fino al limite estremo in ogni campo, fosse esso personale, sociale, politico comico o tragico, e non era contento finchè non era arrivato vicino al punto di rottura."
- Tommy Mars, tastierista di Zappa dal 1977 al 1982, in un'intervista degli anni '80 a proposito delle tipiche prove con Frank
"A Frank piaceva mettere alla prova la gente che suonava con lui. C'è un tour in particolare che non scorderò mai. Ci stavamo preparando per andare a suonare in Inghilterra e, tre giorni prima della partenza, Frank arrivò in sala prove e disse: Voglio che ogni singolo brano di questo show venga fatto in versione reggae; non me nefrega niente se restiamo qui fino al minuto prima di partire, faremo così e basta!
Così, ci facemmo un mazzo tanto per due giorni di fila; poi il giorno prima che iniziasse il tour, lui arrivò tutto contento e disse: Bene, non facciamo più nulla in versione reggae.
Insomma, ti metteva proprio di fronte alla canna del fucile, accidenti! A volte era estremamente difficile. Sapeva esattamente quale pulsante premere; ho visto gente che lo adorava letteralmente, gente molto brava, bravissima, ma che non aveva esattamente quello che lui andava cercando, essere incenerita su due piedi da lui, durante le prove, alle audizioni, persino sul palco. Si spingeva fino al limite estremo in ogni campo, fosse esso personale, sociale, politico comico o tragico, e non era contento finchè non era arrivato vicino al punto di rottura."
- Tommy Mars, tastierista di Zappa dal 1977 al 1982, in un'intervista degli anni '80 a proposito delle tipiche prove con Frank
zappaisalive78,
2009-06-12 17:18:03
Un abbraccio e un grazie grandi come una casa alla Redazione, a ChelseaMouse e al mitico Perry per essersi aggiunti al gruppo !!! (oltre ovviamente a Mr.Ak e Marco, che già avevo ringraziato)
Grasssie!
Grasssie!
zappaisalive78,
2009-06-12 14:08:31
Don "Captain Beefheart" Van Vliet
"... Don è distratto come pochi, e per il road manager di quel tour (Bongo Fury, 1975 - ndr) fu un' autentica sfida riuscire a mantenerlo in contatto con tutto quello che succedeva. (...) Don portava tutta la propria roba in un sacchetto per la spesa, compreso il suo sax soprano, che spuntava fuori dal sacchetto, e inoltre lo dimenticava sempre da qualche parte e poi non si ricordava dove l'aveva lasciato: in linea di massima, non aveva quasi mai l'idea di cosa stesse facendo. Si dimenticava i testi delle canzoni, il che voleva dire che sul palco andavano piazzati dei grossissimi fogli di cartone perchè ci potesse leggere sopra le parole, anche delle canzoni che LUI stesso aveva scritto!..."
Frank Zappa, in un' intervista del 1975 sul suo grande amico Don "Captain Beefheart" Van Vliet, apparso nel tour (e nel disco) "Bongo Fury"
"... Don è distratto come pochi, e per il road manager di quel tour (Bongo Fury, 1975 - ndr) fu un' autentica sfida riuscire a mantenerlo in contatto con tutto quello che succedeva. (...) Don portava tutta la propria roba in un sacchetto per la spesa, compreso il suo sax soprano, che spuntava fuori dal sacchetto, e inoltre lo dimenticava sempre da qualche parte e poi non si ricordava dove l'aveva lasciato: in linea di massima, non aveva quasi mai l'idea di cosa stesse facendo. Si dimenticava i testi delle canzoni, il che voleva dire che sul palco andavano piazzati dei grossissimi fogli di cartone perchè ci potesse leggere sopra le parole, anche delle canzoni che LUI stesso aveva scritto!..."
Frank Zappa, in un' intervista del 1975 sul suo grande amico Don "Captain Beefheart" Van Vliet, apparso nel tour (e nel disco) "Bongo Fury"
zappaisalive78,
2009-06-10 13:38:13
<p>I DISCHI "PROIBITI" - I° Parte</p>
<p>FZ/Mothers - "Piquantiquesydney" - Live 8 luglio 1973 (2CD)</p>
<p>lo posto qui perchè è un disco che si trova solo nelle fiere o nei mercatini
un doppio cd, praticamente introvabile e costoso, a meno di non smenarci una bella carriola di eurii (io l'avevo pagato intorno ai 75 euro, sigh!), registrato dal vivo a Sydney l'8 juglio del 1973, ultima data del tour australiano prima di iniziare quello europeo, che avrebbe portato Frank e la sua combriccola a suonare anche a Bologna, Roma, e Verona (tutti concerti mostruosi, soprattutto Bologna e Roma, con una fortissima esecuzione di "Arrivederci Roma").</p>
<p>Del resto essendo uno dei tour più belli, vari, con una band fantastica quasi tutti i live di questo periodo sono magnifici. Non fa eccezione quello di Sydney, oltretutto con una scaletta che prevedeva alcune soprese, come la presenza di "Road Ladies" un blues tratto dall'album "Chunga's Revenge", del quale esistono pochissime versioni live (due o tre al massimo). Altro brano non molto comune è "Zomby Woof", molto simile nell'arrangiamento a quello del disco ufficiale, con un bel solo aggressivo fi FZ.</p>
<p>Fa capolino nella scaletta anche "Don't You Ever Wash That Thing", come brano di apertura e che viene subito fermato dopo alcuni secondi e fatto risuonare da Frank (grande, Frank, cos' si fa!), tra l'altro arrangiato in maniera piuttosto differente da quello che si sentirà su "Roxy & Elsewhere".</p>
<p>Poi arriviamo ai "must", ovvero una kilometrica e devastante versione di "Dupree's Paradise", con lunghissima intro di George Duke alle tastiere multiple, che poi sfocia, dopo il tema, in lunghissime escursioni strumentali di Jean-Luc Ponty al violino, Bruce Fowler al trombone e Frank, per finire.</p>
<p>Altra chicca è "Inca Roads", qua eseguita ancora nella versione originale, con il cantato di Sal Marquez su un accompagnamento da cockatil-lounge-music di Duke e due soli (molto belli) di Marquez e Ponty.</p>
<p>Immancabili, come sempre, "Cosmik Debris" e "Farther O'Blivion", uno degli strumentali più diabolicamente intricati mai composti da Zappa, formato da composizioni diverse rimontate in maniera veramente astuta (praticamente la sequenza è: "Greggary Peccary"/assolo di violino su base rock I - VII - VI / "Be-Bop Tango" / "Cucamonga").</p>
<p>Gran finale con il medley "Mr. Green Genes/King Kong/Chunga's revenge" di quasi 17 minuti, con la ripresa del tema iniziale in forma più lenta e maestosa che conclude con un'incredibile coda con annessa citazione di "Also Sprach Zarathustra".</p>
<p>130 minuti di grandissima musica, semplicemente imperdibile!</p>
<p>Band: FZ (chitarra, voce) * Sal Marquez (tromba, voce) * Jean-Luc Ponty (violino elettrico) * Ian Underwood (clarinetto basso, synth, sax) * Bruce Fowler (trombone) * Ruth Underwood (vibrafono, marimba, timpani, percussioni, ...) * Tom Fowler (basso) * George Duke (piano, organo, rhodes, hammond, clavinet,...) * Ralph Humprey (batteria)</p>
<p>1. Soundcheck & Intro (8.12)</p>
<p>2. Don't You Ever Wash That Thing (7.41)</p>
<p>3. Zomby Woof (6.47)</p>
<p>4. Dupree's Paradise (28.31)</p>
<p>5. Inca Roads (13.33)</p>
<p>6. Cosmik Debris (12.39)</p>
<p>7. Road Ladies (8.48)</p>
<p>8. Farther O'Blivion (15.21)</p>
<p>9. Mr. Green Genes/King Kong/Chunga's revenge/Genes reprise (16.49) </p>
<p>FZ/Mothers - "Piquantiquesydney" - Live 8 luglio 1973 (2CD)</p>
<p>lo posto qui perchè è un disco che si trova solo nelle fiere o nei mercatini
un doppio cd, praticamente introvabile e costoso, a meno di non smenarci una bella carriola di eurii (io l'avevo pagato intorno ai 75 euro, sigh!), registrato dal vivo a Sydney l'8 juglio del 1973, ultima data del tour australiano prima di iniziare quello europeo, che avrebbe portato Frank e la sua combriccola a suonare anche a Bologna, Roma, e Verona (tutti concerti mostruosi, soprattutto Bologna e Roma, con una fortissima esecuzione di "Arrivederci Roma").</p>
<p>Del resto essendo uno dei tour più belli, vari, con una band fantastica quasi tutti i live di questo periodo sono magnifici. Non fa eccezione quello di Sydney, oltretutto con una scaletta che prevedeva alcune soprese, come la presenza di "Road Ladies" un blues tratto dall'album "Chunga's Revenge", del quale esistono pochissime versioni live (due o tre al massimo). Altro brano non molto comune è "Zomby Woof", molto simile nell'arrangiamento a quello del disco ufficiale, con un bel solo aggressivo fi FZ.</p>
<p>Fa capolino nella scaletta anche "Don't You Ever Wash That Thing", come brano di apertura e che viene subito fermato dopo alcuni secondi e fatto risuonare da Frank (grande, Frank, cos' si fa!), tra l'altro arrangiato in maniera piuttosto differente da quello che si sentirà su "Roxy & Elsewhere".</p>
<p>Poi arriviamo ai "must", ovvero una kilometrica e devastante versione di "Dupree's Paradise", con lunghissima intro di George Duke alle tastiere multiple, che poi sfocia, dopo il tema, in lunghissime escursioni strumentali di Jean-Luc Ponty al violino, Bruce Fowler al trombone e Frank, per finire.</p>
<p>Altra chicca è "Inca Roads", qua eseguita ancora nella versione originale, con il cantato di Sal Marquez su un accompagnamento da cockatil-lounge-music di Duke e due soli (molto belli) di Marquez e Ponty.</p>
<p>Immancabili, come sempre, "Cosmik Debris" e "Farther O'Blivion", uno degli strumentali più diabolicamente intricati mai composti da Zappa, formato da composizioni diverse rimontate in maniera veramente astuta (praticamente la sequenza è: "Greggary Peccary"/assolo di violino su base rock I - VII - VI / "Be-Bop Tango" / "Cucamonga").</p>
<p>Gran finale con il medley "Mr. Green Genes/King Kong/Chunga's revenge" di quasi 17 minuti, con la ripresa del tema iniziale in forma più lenta e maestosa che conclude con un'incredibile coda con annessa citazione di "Also Sprach Zarathustra".</p>
<p>130 minuti di grandissima musica, semplicemente imperdibile!</p>
<p>Band: FZ (chitarra, voce) * Sal Marquez (tromba, voce) * Jean-Luc Ponty (violino elettrico) * Ian Underwood (clarinetto basso, synth, sax) * Bruce Fowler (trombone) * Ruth Underwood (vibrafono, marimba, timpani, percussioni, ...) * Tom Fowler (basso) * George Duke (piano, organo, rhodes, hammond, clavinet,...) * Ralph Humprey (batteria)</p>
<p>1. Soundcheck & Intro (8.12)</p>
<p>2. Don't You Ever Wash That Thing (7.41)</p>
<p>3. Zomby Woof (6.47)</p>
<p>4. Dupree's Paradise (28.31)</p>
<p>5. Inca Roads (13.33)</p>
<p>6. Cosmik Debris (12.39)</p>
<p>7. Road Ladies (8.48)</p>
<p>8. Farther O'Blivion (15.21)</p>
<p>9. Mr. Green Genes/King Kong/Chunga's revenge/Genes reprise (16.49) </p>

