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Renato Zero: Il decreto Bondi è "colpa" degli abbonati Stampa
News Classica
Il cantautore romano Renato Zero ha parlato del "decreto Bondi", accusato di tagliare i fondi alle fondazioni liriche. In particolare ha affermato: "Il fatto che in passato una cattiva, fallimentare gestione di questi contributi abbia dato risultati negativi non può presupporre che ora ad andarci di mezzo siano i musicisti, persone che hanno una vita da portare avanti e tutto il diritto di sopravvivere alla crisi che ha colto la musica colta. Una musica che è stata rovinata soprattutto dagli abbonati. Enti come la Scala di Milano o l'Opera di Roma dovrebbero finalmente aprire le proprie iscrizioni a tutti coloro che vogliono attingere da questo patrimonio. Si ammortizzerebbero così anche le spese. Non è possibile infatti che un'opera da milioni di euro sia rappresentata alla Scala di Milano solo per 4 giorni e per il godimento di non più di 800 'fortunati'. E gli altri? Perchè un giovane di 18 anni non può assistere liberamente a un concerto di Puccini o a una pagina musicale di Verdi? Non dovrebbe essere una concessione ma quasi un bene naturale".
Commenti (1)Add Comment
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scritto da Benny, May 11, 2010
Pienamente in sintonia con quanto dichiarato con Renato

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